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canonemanutenzionebackup20 agosto 20265 minuti di lettura

Cosa succede al tuo sito dopo che è online

In breveIl giorno in cui va online, un sito è la cosa più aggiornata che hai. Da lì in poi invecchia ogni settimana: aggiornamenti, sicurezza, backup, piccole modifiche. Cosa vuol dire tenerlo vivo, cosa succede se non lo fa nessuno, e come lo faccio io.

Un server con i fogli (le copie di backup) che ogni notte volano in una cassaforte

C’è una cosa che dico a ogni cliente prima di firmare, e la ripeto qui perché è la parte del mio lavoro che si vede meno: un sito non si consegna, si tiene vivo. Il giorno che va online è perfetto. Il mese dopo è già un po’ meno vero. Dopo un anno senza che nessuno ci metta le mani, è un problema che aspetta di succedere.

Cosa cambia, anche se tu non cambi niente

Il sito sta su un server, gira su un programma, usa dei componenti. Tutti e tre cambiano continuamente, per conto loro:

Niente di tutto questo si vede dall’esterno finché non si rompe. È il motivo per cui il canone esiste: non è «pagare per avere il sito», è pagare perché qualcuno lo guardi ogni giorno.

Le tre cose che faccio, in concreto

Quando dico «tengo vivo il sito», intendo tre cose precise.

1. Aggiornato e protetto. Applico gli aggiornamenti quando escono, ma non a occhi chiusi: prima li provo su una copia, poi sul sito vero, e controllo che tutto funzioni ancora. La connessione è cifrata (il lucchetto nel browser), gli accessi sono limitati e sorvegliati, il pannello di gestione non è raggiungibile da chiunque.

2. Salvato ogni giorno, fuori dal server. Ogni giorno viene fatta una copia del sito e dei dati. E qui c’è il dettaglio che fa la differenza: la copia non resta sullo stesso server del sito. Se sta lì, e il server ha un problema, sito e copia se ne vanno insieme. La copia scende su un disco a parte, cifrata, e ne tengo trenta giorni. Se salta qualcosa, si torna indietro a ieri — o a tre settimane fa.

3. Guardato. Un controllo automatico prova il sito di continuo: se non risponde, se è lento, se qualcosa è cambiato dove non doveva, lo so io prima che me lo dica un cliente. Spesso lo sistemo la mattina, e tu non lo vieni nemmeno a sapere.

E le modifiche?

Poi ci sono le cose che vuoi cambiare tu: il prezzo, gli orari estivi, le foto nuove, l’avviso di Ferragosto. Nel canone Standard c’è un’ora di modifiche al mese, fatte entro cinque giorni lavorativi: mi scrivi, e lo trovi fatto. Nel Premium sono due ore, entro due giorni, con la precedenza sulle altre richieste, e una volta al mese guardiamo insieme i numeri e decidiamo cosa migliorare. Nel Base non ci sono modifiche incluse: è per chi ha un sito vetrina che cambia poco, e vuole solo che resti in piedi.

Cosa succede se non lo fa nessuno

Te lo dico perché lo vedo spesso, quando arrivano da me siti «abbandonati»:

Nessuno di questi è drammatico se qualcuno se ne accorge in giornata. Tutti sono un disastro se se ne accorge un cliente dopo un mese.

Come è fatto il canone, in due righe

Dura un anno — è il tempo in cui il sito si assesta davvero, con Google, le correzioni, le abitudini — e si paga mese per mese, oppure tutto l’anno in una volta con un piccolo sconto. Il sito e il dominio restano intestati a te: se un giorno decidi di cambiare tecnico, ti consegno tutto com’è, ordinato. Non è un modo per legarti: è il modo perché quello che paghi il primo giorno valga ancora fra tre anni.

Cosa fare adesso

  • Chiedi a chi gestisce il tuo sito tre cose: quando è stato aggiornato l’ultima volta, dove stanno le copie di backup e ogni quanto vengono fatte, chi se ne accorge se il sito si spegne. Se le risposte sono vaghe, hai capito tutto.
  • Fai il controllo del lucchetto: apri il tuo sito e guarda accanto all’indirizzo. Se manca, o il browser avvisa, va sistemato oggi.
  • Segnati la scadenza del dominio sul calendario. Sembra la cosa più banale, ed è quella che vedo saltare più spesso.

Se vuoi sapere com’è messo il tuo sito, mandami il link: gli do un’occhiata e ti dico cosa ho trovato. Se lo vuoi scritto nero su bianco, il check completo costa 150 € — ed è compreso se poi il lavoro lo facciamo insieme.

Sebastiano Ghirardelli
Sebastiano GhirardelliFaccio siti su misura a Brescia e li tengo vivi. Questi sono gli appunti delle cose che spiego più spesso.
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