C’è una cosa che dico a ogni cliente prima di firmare, e la ripeto qui perché è la parte del mio lavoro che si vede meno: un sito non si consegna, si tiene vivo. Il giorno che va online è perfetto. Il mese dopo è già un po’ meno vero. Dopo un anno senza che nessuno ci metta le mani, è un problema che aspetta di succedere.
Cosa cambia, anche se tu non cambi niente
Il sito sta su un server, gira su un programma, usa dei componenti. Tutti e tre cambiano continuamente, per conto loro:
- Escono aggiornamenti — spesso di sicurezza — per il programma e per i componenti. Se non li applichi, resti con una falla nota, che i robot che girano la rete provano automaticamente su migliaia di siti al giorno. Non ce l’hanno con te: provano tutti.
- Il server cambia versione, ogni tanto qualcosa smette di funzionare, e te ne accorgi quando un cliente ti scrive «il modulo non va».
- Le regole cambiano: cookie, privacy, cose da scrivere e da non scrivere. Quello che era a posto due anni fa oggi può non esserlo.
Niente di tutto questo si vede dall’esterno finché non si rompe. È il motivo per cui il canone esiste: non è «pagare per avere il sito», è pagare perché qualcuno lo guardi ogni giorno.
Le tre cose che faccio, in concreto
Quando dico «tengo vivo il sito», intendo tre cose precise.
1. Aggiornato e protetto. Applico gli aggiornamenti quando escono, ma non a occhi chiusi: prima li provo su una copia, poi sul sito vero, e controllo che tutto funzioni ancora. La connessione è cifrata (il lucchetto nel browser), gli accessi sono limitati e sorvegliati, il pannello di gestione non è raggiungibile da chiunque.
2. Salvato ogni giorno, fuori dal server. Ogni giorno viene fatta una copia del sito e dei dati. E qui c’è il dettaglio che fa la differenza: la copia non resta sullo stesso server del sito. Se sta lì, e il server ha un problema, sito e copia se ne vanno insieme. La copia scende su un disco a parte, cifrata, e ne tengo trenta giorni. Se salta qualcosa, si torna indietro a ieri — o a tre settimane fa.
3. Guardato. Un controllo automatico prova il sito di continuo: se non risponde, se è lento, se qualcosa è cambiato dove non doveva, lo so io prima che me lo dica un cliente. Spesso lo sistemo la mattina, e tu non lo vieni nemmeno a sapere.
E le modifiche?
Poi ci sono le cose che vuoi cambiare tu: il prezzo, gli orari estivi, le foto nuove, l’avviso di Ferragosto. Nel canone Standard c’è un’ora di modifiche al mese, fatte entro cinque giorni lavorativi: mi scrivi, e lo trovi fatto. Nel Premium sono due ore, entro due giorni, con la precedenza sulle altre richieste, e una volta al mese guardiamo insieme i numeri e decidiamo cosa migliorare. Nel Base non ci sono modifiche incluse: è per chi ha un sito vetrina che cambia poco, e vuole solo che resti in piedi.
Cosa succede se non lo fa nessuno
Te lo dico perché lo vedo spesso, quando arrivano da me siti «abbandonati»:
- il sito viene bucato e usato per mandare spam o ospitare pagine truffa, e finisce nelle liste nere di Google (con la scritta rossa «sito pericoloso» a chi lo apre);
- un aggiornamento automatico rompe il tema e il sito resta a metà per settimane;
- il certificato scade e il browser mostra «connessione non sicura»;
- il dominio non viene rinnovato e qualcun altro lo compra.
Nessuno di questi è drammatico se qualcuno se ne accorge in giornata. Tutti sono un disastro se se ne accorge un cliente dopo un mese.
Come è fatto il canone, in due righe
Dura un anno — è il tempo in cui il sito si assesta davvero, con Google, le correzioni, le abitudini — e si paga mese per mese, oppure tutto l’anno in una volta con un piccolo sconto. Il sito e il dominio restano intestati a te: se un giorno decidi di cambiare tecnico, ti consegno tutto com’è, ordinato. Non è un modo per legarti: è il modo perché quello che paghi il primo giorno valga ancora fra tre anni.
Cosa fare adesso
- Chiedi a chi gestisce il tuo sito tre cose: quando è stato aggiornato l’ultima volta, dove stanno le copie di backup e ogni quanto vengono fatte, chi se ne accorge se il sito si spegne. Se le risposte sono vaghe, hai capito tutto.
- Fai il controllo del lucchetto: apri il tuo sito e guarda accanto all’indirizzo. Se manca, o il browser avvisa, va sistemato oggi.
- Segnati la scadenza del dominio sul calendario. Sembra la cosa più banale, ed è quella che vedo saltare più spesso.
Se vuoi sapere com’è messo il tuo sito, mandami il link: gli do un’occhiata e ti dico cosa ho trovato. Se lo vuoi scritto nero su bianco, il check completo costa 150 € — ed è compreso se poi il lavoro lo facciamo insieme.
LILLUSTRATORE