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prezzipreventivocanone27 agosto 20266 minuti di lettura

Quanto costa un sito web (i miei prezzi, scritti)

In breveQuasi nessuno scrive i prezzi, e a ragione: dipendono da cosa serve. Ma «dipende» non aiuta chi deve decidere. Qui ci sono i miei numeri veri — da dove si parte, cosa fa salire il prezzo, cosa resta da pagare ogni mese e perché.

Un preventivo che si compone riga per riga: la base, i moduli che si aggiungono uno alla volta, il totale che sale

Cerchi «quanto costa un sito web» e trovi due tipi di risposta. La prima: «da 299 €!», che è un sito fatto con un modello, uguale a altri mille. La seconda: «dipende, contattaci», che è un modo educato per non dirtelo finché non sei al telefono.

Nessuna delle due ti serve. Provo a dartene una terza: i miei prezzi veri, con dentro cosa li fa salire. Non perché sia più bravo — perché se devi decidere hai il diritto di sapere in che ordine di grandezza ti stai muovendo, prima di spendere mezz’ora di telefonata.

Da dove si parte: 2.000 €

Un sito su misura parte da 2.000 €. Dentro ci sono sei pagine, i testi rivisti, la struttura, la grafica, il modulo di contatto che funziona, le pagine legali a norma, la sicurezza, i backup e le basi per farsi trovare su Google. Il dominio resta intestato a te.

Non è il prezzo di un modello riadattato: è il prezzo di qualcosa costruito sulla tua attività. Se ti serve un sito da 300 € esistono strumenti per farlo da solo, e non c’è niente di male — semplicemente non è quello che faccio io.

Cosa fa salire il prezzo

Il resto sono pezzi che aggiungi solo se ti servono. I più richiesti:

E poi le cose fuori scala, quelle che quasi nessuno chiede — e qui i numeri sono molto diversi fra loro, quindi te li scrivo separati. Un campionario prodotti, o un modello 3D che il visitatore gira col dito: da 1.200 €. Un configuratore 3D vero, dove cambi il prodotto e il modello si aggiorna da solo: da 4.000 €. Una web-app su misura — che non è un sito, è un programma che si usa dal browser: da 4.000 €, e per darti un riferimento concreto, una da sette schermate sta intorno ai 6.800.

Un sito vetrina fatto bene sta quasi sempre fra 2.000 e 3.500 €. Un negozio online fra 3.000 e 5.000. Sopra i 5.000 c’è uno sconto del 10%, perché un lavoro grande non deve costare come tanti piccoli messi insieme.

Poi c’è il pezzo che quasi nessuno ti dice

Un sito non è un quadro che appendi e finisce lì. È più simile a un’auto: va tenuta. Il software si aggiorna, la sicurezza va guardata, le copie di backup vanno fatte davvero — e verificate, perché un backup che non si riapre è peggio di nessun backup.

Questo è il canone, e parte da 79 € al mese. Comprende aggiornamenti, copie ogni notte fuori dal server, monitoraggio, e — cosa che scoprirai solo il giorno che serve — se il sito va giù o viene bucato, rimetterlo in piedi è compreso. Da solo, un intervento d’emergenza parte da 490 €.

A 149 € c’è anche un’ora di modifiche al mese («cambia il prezzo», «metti le foto nuove») e il resoconto mensile scritto di quello che è stato fatto e di come sta il sito; a 249 due ore con precedenza, stesso resoconto.

Se stai facendo il conto: sito da 2.000 € più canone base fa poco meno di 3.000 € il primo anno, e circa 950 € gli anni dopo. Preferisco dirtelo adesso che scoprirlo insieme al terzo mese.

Perché due preventivi possono differire del doppio

Capita di ricevere 1.500 € da uno e 4.000 € da un altro per «lo stesso sito». Di solito le differenze vere sono tre.

Chi scrive i testi. Se li porti tu, il prezzo scende. Se li devo scrivere io, è un lavoro a parte — e va detto prima, non scoperto dopo.

Cosa c’è sotto. Un modello comprato e riempito costa poco e si vede: identico a altri, lento, e quando serve una cosa fuori standard non si può fare.

Cosa succede dopo la consegna. Il preventivo più basso spesso è basso perché finisce alla consegna. Poi il sito resta lì, non aggiornato, senza nessuno che lo guardi — finché un giorno smette di funzionare e non sai a chi telefonare.

Cosa fare adesso

  • Chiedi sempre un preventivo scritto, con le voci separate e le date delle tappe — non solo «tre settimane», ma bozza entro il tal giorno, online entro il tal altro.
  • Chiedi cosa succede dopo: chi aggiorna, dove stanno i backup, chi risponde se si rompe. Se le risposte sono vaghe, hai capito tutto.
  • Chiedi se il dominio resta tuo. Deve essere intestato a te, sempre, anche se un domani cambi tecnico.

Se vuoi farti un’idea concreta sul tuo caso, sul sito c’è una pagina che spiega prezzi, tempi e canone nel dettaglio — oppure scrivimi cosa ti serve e ti mando un numero, senza giri di parole.

Sebastiano Ghirardelli
Sebastiano GhirardelliFaccio siti su misura a Brescia e li tengo vivi. Questi sono gli appunti delle cose che spiego più spesso.
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