Chi ha un locale mi fa quasi sempre la stessa domanda, e me la fa a bassa voce, come se fosse indelicata: «ma quanto mi costa?». Poi mi racconta che ha chiesto in giro e gli hanno detto tutto e il contrario di tutto, da trecento euro a diecimila.
Allora scrivo i numeri, così te li leggi con calma.
Il conto, in chiaro
Per un ristorante, una pizzeria, un bar o un agriturismo, il sito che serve davvero parte da 2.000 €, una volta sola. Dentro ci sono le pagine (chi sei, il menu, dove sei, contatti), le foto sistemate, il testo scritto insieme, e il sito costruito su misura invece che su un modello. Sale se hai più di una sede, se ti serve un’altra lingua, se vuoi far ordinare online.
Se vuoi cambiarti il menu da solo — e per un locale è quasi sempre la scelta giusta — da 450 € in più: un pannello con dentro solo le cose tue, senza ferraglia. Non devi imparare niente: scrivi il piatto, metti il prezzo, salvi.
Se vuoi anche prendere le prenotazioni dal sito, da 400 €.
Poi c’è la manutenzione, che parte da 79 € al mese: aggiornamenti, copie di sicurezza ogni notte, e se il sito va giù lo rimetto in piedi io senza conti a sorpresa.
Il caso più comune — il sito più il pannello del menu — sta intorno ai 2.500 € il primo anno, più il canone. Se qualcuno ti dice trecento euro ti sta vendendo un modello con dentro le foto di un ristorante che non è il tuo. Se te ne dice diecimila, chiedi cosa c’è dentro che qui non c’è: a volte c’è davvero, molto più spesso è struttura d’agenzia che paghi e non usi.
Cosa ci deve stare dentro (poco, ma quello giusto)
La gente arriva sul tuo sito dal telefono, quasi sempre la sera, quasi sempre con una domanda sola in testa: si mangia da voi stasera? Tutto il resto viene dopo.
Quindi in cima, senza scorrere, devono esserci tre cose: se sei aperto adesso, il numero che si chiama con un dito, e dove sei, con la mappa che si apre nel navigatore. Sembra banale. Su tre locali che guardo, due me lo fanno cercare.
Poi il menu. Non il PDF: il PDF sul telefono si apre piccolo, si allarga, si perde, e Google non lo legge. Il menu va scritto nella pagina, con i prezzi. Sì, con i prezzi: chi non li trova pensa che siano alti.
Poi le foto. Le tue, non quelle comprate. Un piatto vero fotografato male convince più di un piatto perfetto che si vede che non è il tuo. E le foto della sala, che è quello che uno vuole sapere davvero: com’è stare lì dentro.
Le tre cose che quasi tutti sbagliano
Il sito che non dice se sei aperto. Gli orari stanno in fondo, scritti in piccolo, e non tengono conto del giorno di chiusura né delle ferie. Chi cerca alle otto di sera non li legge: chiama, o va da un altro.
Il menu vecchio. È il difetto che costa di più, perché è quello che si nota. Se il menu online è quello dell’inverno scorso, il cliente arriva convinto di trovare una cosa che non c’è. Per questo il pannello per cambiartelo da solo non è un lusso: è quello che tiene il sito vivo quando io non ci sono.
La scheda Google lasciata a se stessa. Questa non è nemmeno il sito, ed è la cosa che porta più gente. Foto vecchie, orari sbagliati, recensioni senza risposta. Il sito e la scheda devono dire le stesse cose, altrimenti Google si fida meno di tutti e due.
E le telefonate che non ricevi
C’è un conto che nessuno fa: quante persone, in una sera, cercano di prenotare mentre tu sei in sala col telefono che squilla a vuoto. Non le vedi, quindi non esistono. Ma sono le stesse che, se sul sito trovano un tasto per prenotare o anche solo un messaggio su WhatsApp, prenotano lo stesso — mentre tu stai lavorando.
Non serve un sistema complicato. Serve che qualcuno possa dirti «siamo in quattro, alle nove» senza aspettare che tu risponda.
Cosa fare adesso
Prendi il telefono, non il computer, e cerca su Google il nome del tuo locale. Guarda cosa vede uno che non ti conosce. Cronometra quanto ci metti a trovare: se sei aperto adesso, il menu di oggi, il numero da chiamare. Se ci metti più di dieci secondi per una qualsiasi delle tre, il problema non è il sito: è che quel cliente lì l’hai già perso, e non lo sai.
Se vuoi quel giro lo faccio io: mandami il link, gli do un’occhiata e ti dico cosa ho trovato. Se lo vuoi scritto nero su bianco, il check completo costa 150 € — ed è compreso se poi il lavoro lo facciamo insieme.
LILLUSTRATORE