Ogni due o tre preventivi c’è questa conversazione. Il cliente ha già un sito, fatto qualche anno fa, e mi dice: «Non serve rifarlo, basta darci una sistemata. Costerà meno, no?». Vorrei poter dire di sì. Nella maggior parte dei casi la risposta onesta è: costa uguale, a volte di più. E preferisco spiegarti perché adesso, piuttosto che farti scoprire la sorpresa nel preventivo.
Cosa si tiene di un sito vecchio
Facciamo l’elenco vero. Di un sito che ha cinque o sei anni si tengono, di solito:
- i testi, o almeno una parte (spesso vanno riscritti perché nel frattempo l’attività è cambiata);
- le foto, se sono buone e in alta risoluzione (spesso non lo sono);
- gli indirizzi delle pagine e il posizionamento su Google che si sono guadagnati nel tempo — questo è prezioso e va protetto;
- il dominio e le caselle di posta.
Tutto il resto — la struttura, la grafica, il modo in cui è costruito, la velocità, la parte legale, come si comporta da telefono — non si «sistema»: si rifà. Un sito di cinque anni fa è stato costruito con strumenti, regole e abitudini di cinque anni fa; correggerlo pezzo per pezzo è come ristrutturare una casa senza toccare l’impianto elettrico del 1990: si spende, e alla fine l’impianto è ancora quello.
Perché «sistemare» costa più che sembra
Quando si mette mano a un sito esistente, prima di costruire bisogna capire come è fatto. Chi lo ha fatto, con che tema, con quali plugin, dove sono nascosti i testi, perché quella pagina si carica in sei secondi. È lavoro invisibile: ore passate a leggere il lavoro di qualcun altro prima di poter cambiare una virgola. E ogni modifica rischia di rompere qualcos’altro, perché il sito non è stato pensato per essere modificato così.
Farlo nuovo, invece, parte pulito: si sa cosa c’è dentro, ogni pezzo è al suo posto, e le cose che si aggiungeranno dopo hanno un posto dove andare.
Il lavoro in più che un rifacimento ha davvero
C’è un lavoro che un sito nuovo di zecca non ha e un rifacimento sì, ed è il motivo per cui a volte costa di più:
- Salvare gli indirizzi. Ogni pagina vecchia che spariva o cambiava indirizzo deve «reindirizzare» a quella nuova, altrimenti Google la perde e con lei il posizionamento. Su un sito con trenta pagine è una mappa da fare a mano, con cura.
- Migrare i contenuti. Testi, foto, schede prodotto, articoli: tirarli fuori dal vecchio, pulirli, rimetterli nel nuovo.
- Non fermarsi mai. Il vecchio sito resta online finché il nuovo non è pronto, e il passaggio si fa in un momento preciso, con la posta che deve continuare a funzionare (la posta è sacra: non si tocca senza un piano).
Cosa cambia per te, allora
Cambia che il preventivo di un rifacimento parte dalla stessa base di un sito nuovo — con me, da 2.000 € — e ci aggiunge, se serve, la voce «migrazione». Non ti sto dicendo che è caro: ti sto dicendo che è lo stesso mestiere, e in più c’è da traslocare.
Quello che invece resta uguale, e che ti dico sempre: i materiali li porti tu. Testi e foto sono tuoi, sia per un sito nuovo sia per un rifacimento. Se non li hai, o quelli vecchi non vanno più bene, testi e foto sono una voce a parte del preventivo — mai una sorpresa dopo.
Cosa fare adesso
- Guarda il tuo sito dal telefono, in 4G, come farebbe un cliente. Se aspetti, se devi allargare con le dita, se il modulo di contatto non si capisce: non è una sistemata, è un rifacimento.
- Fai l’inventario di cosa vale la pena tenere: testi buoni, foto in alta definizione, le pagine che ricevono visite. È il punto di partenza di ogni preventivo serio.
- Chiedi sempre le tappe con le date, non solo «3–4 settimane» ma: bozza grafica entro il, sviluppo entro il, online entro il. È quello che toglie l’ansia del «a che punto siamo».
Se vuoi, in venti minuti al telefono ti dico cosa terrei del tuo sito e cosa no. Non ti costa niente e ti evita di chiedere il preventivo sbagliato.
LILLUSTRATORE