Quando qualcuno mi racconta del sito che ha già, a un certo punto arriva spesso la stessa frase: «pago tot al mese all’agenzia, ma non so bene per cosa». Non è sfiducia. È che il lavoro di manutenzione, quando è fatto bene, non si vede: il sito resta in piedi, e sembra che stia in piedi da solo.
Il problema è che resta in piedi anche quando nessuno lo guarda, almeno per un po’. Così, da fuori, un canone pagato bene e un canone pagato per niente sono identici. Fino al giorno in cui non lo sono più.
C’è un modo semplice per distinguerli: un resoconto ogni mese, fatto di numeri misurati sul sito. Non «tutto ok», non «abbiamo fatto la manutenzione». Numeri che puoi leggere tu, e che chi li scrive non può inventare.
Cosa ci deve stare dentro
Questo è quello che controllo io, una volta al mese, sui siti che seguo col canone, e che finisce nel foglio che mando.
Gli aggiornamenti fatti. Quali componenti sono stati aggiornati e quali no, con il perché. Un aggiornamento rimandato non è un errore se c’è un motivo: a volte la versione nuova rompe qualcosa e conviene aspettare la correzione. È un errore se nessuno lo sa.
Le copie di sicurezza. Di che giorno è l’ultima e, soprattutto, dove stanno. Una copia che sta solo sullo stesso server del sito non basta: se il server ha un problema, se ne vanno insieme.
I tentativi di entrare. Quanti accessi falliti sono stati bloccati nel mese. Non serve a spaventare, perché i robot provano su tutti i siti, ma a dimostrare che la porta è sorvegliata. Se nessuno sa dirti quanti sono, nessuno li sta contando.
Lo spam fermato. Quanti messaggi finti sono arrivati dal modulo dei contatti e sono stati scartati prima di arrivarti in casella.
Le visite. Quante persone sono passate dal sito e quali pagine hanno guardato. Non per fare classifiche: per capire se il sito sta lavorando.
Le scadenze. Quanti giorni mancano alla scadenza del dominio, e se il lucchetto del sito, il certificato che rende sicura la connessione, è valido. Sono le cose più banali e quelle che vedo saltare più spesso: un dominio non rinnovato può finire in mano a qualcun altro.
I cookie prima del consenso. Se il sito scrive cookie non tecnici prima che il visitatore abbia detto sì al banner. Succede anche con il banner giusto installato: basta un componente che li scrive per conto suo. Il controllo si fa aprendo il sito in un browser vero, come farebbe un visitatore.
La velocità. Quanto ci mette il sito a rispondere. Se un mese è il doppio del mese prima, qualcosa è cambiato, ed è meglio scoprirlo da un numero che da un cliente.
Come lo faccio io
Il giro è lo stesso per tutti i siti che seguo, il primo lunedì del mese. Buona parte dei numeri la raccoglie il sito stesso, da solo, durante il mese; io li leggo, provo gli aggiornamenti su una copia prima di toccare il sito vero, controllo le copie di sicurezza e scrivo cosa ho fatto. Il resoconto arriva in PDF, ogni mese.
Non è un documento da studiare ogni mese. È un documento che c’è: il giorno in cui qualcosa va storto, è lì che si guarda per capire da quando, e cosa era stato fatto.
In Cosa succede al tuo sito dopo che è online ho spiegato perché un sito va tenuto vivo. Questo è il modo per sapere che qualcuno lo sta facendo davvero.
Cosa fare adesso
- Se paghi già un canone, chiedi il resoconto dell’ultimo mese. Non una mail che dice «tutto ok»: i numeri.
- Chiedi dove stanno le copie di sicurezza e di che giorno è l’ultima. Se la risposta è «sul server», è una risposta a metà.
- Guarda tu la scadenza del dominio e segnala sul calendario, qualunque cosa ti rispondano.
Se vuoi sapere com’è messo il tuo sito adesso, mandami il link: ti dico cosa ho trovato.
LILLUSTRATORE